Parrocchia Santa Maria a Mare
Venerdì, 2 agosto 2024
XVII settimana del Tempo Ordinario
Ger 26,1-9; Sal 68,5.8-10.14; Mt 13,54-58
"Chi è questo uomo?"
Quanti di noi, come gli abitanti del villaggio di Nazareth, si sono trovati a porsi questa domanda di fronte a qualcuno che ci sorprende? Qualcuno che, magari conoscendo da sempre, vediamo compiere gesti inaspettati, pronunciare parole che ci lasciano senza fiato, rivelare una profondità che non sospettavamo? Gesù, il figlio del falegname, torna a casa e la sua gente rimane stupita. Non riescono a conciliare l'immagine del ragazzo che conoscevano con l'uomo saggio che ora hanno di fronte. La loro familiarità con Gesù diventa un ostacolo alla fede, li porta a giudicare e a mettere in dubbio la sua divinità. Anche noi, a volte, cadiamo nella stessa trappola. Ci lasciamo condizionare dalle apparenze, dalle prime impressioni, dalle nostre conoscenze pregresse. Ci chiudiamo in schemi mentali rigidi e facciamo fatica ad accogliere ciò che non rientra nei nostri preconcetti. Eppure, la fede ci invita ad andare oltre le apparenze, a cercare la scintilla di Dio anche nelle persone più semplici e comuni. Ci chiede di aprire il nostro cuore alla sorpresa, di lasciarci stupire e trasformare da Dio. Gesù ci ricorda che un profeta non è sempre accolto con gioia nella sua patria. Anzi, spesso è proprio lì che incontra la più grande incomprensione e il più forte rifiuto. Questo perché la familiarità genera abitudine e la consuetudine offusca lo sguardo.
Ma la fede non si basa sulla consuetudine, ma sulla novità dello Spirito.
Il brano del Vangelo ci pone di fronte a una scelta: continuare a giudicare e a chiuderci nel nostro piccolo mondo, oppure aprire il nostro cuore alla fede e lasciarci trasformare dalla grazia di Dio.
È un invito alla conversione, a un cambiamento profondo del nostro modo di vedere le cose e di relazionarci con gli altri. È un invito a riscoprire la meraviglia del mondo e a riconoscere la presenza di Dio in ogni cosa e in ogni persona.
XVII settimana del Tempo Ordinario
Ger 26,1-9; Sal 68,5.8-10.14; Mt 13,54-58
"Chi è questo uomo?"
Quanti di noi, come gli abitanti del villaggio di Nazareth, si sono trovati a porsi questa domanda di fronte a qualcuno che ci sorprende? Qualcuno che, magari conoscendo da sempre, vediamo compiere gesti inaspettati, pronunciare parole che ci lasciano senza fiato, rivelare una profondità che non sospettavamo? Gesù, il figlio del falegname, torna a casa e la sua gente rimane stupita. Non riescono a conciliare l'immagine del ragazzo che conoscevano con l'uomo saggio che ora hanno di fronte. La loro familiarità con Gesù diventa un ostacolo alla fede, li porta a giudicare e a mettere in dubbio la sua divinità. Anche noi, a volte, cadiamo nella stessa trappola. Ci lasciamo condizionare dalle apparenze, dalle prime impressioni, dalle nostre conoscenze pregresse. Ci chiudiamo in schemi mentali rigidi e facciamo fatica ad accogliere ciò che non rientra nei nostri preconcetti. Eppure, la fede ci invita ad andare oltre le apparenze, a cercare la scintilla di Dio anche nelle persone più semplici e comuni. Ci chiede di aprire il nostro cuore alla sorpresa, di lasciarci stupire e trasformare da Dio. Gesù ci ricorda che un profeta non è sempre accolto con gioia nella sua patria. Anzi, spesso è proprio lì che incontra la più grande incomprensione e il più forte rifiuto. Questo perché la familiarità genera abitudine e la consuetudine offusca lo sguardo.
Ma la fede non si basa sulla consuetudine, ma sulla novità dello Spirito.
Il brano del Vangelo ci pone di fronte a una scelta: continuare a giudicare e a chiuderci nel nostro piccolo mondo, oppure aprire il nostro cuore alla fede e lasciarci trasformare dalla grazia di Dio.
È un invito alla conversione, a un cambiamento profondo del nostro modo di vedere le cose e di relazionarci con gli altri. È un invito a riscoprire la meraviglia del mondo e a riconoscere la presenza di Dio in ogni cosa e in ogni persona.
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